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Psicomotricità – Girello: meglio di no!

Scritto da: Dott. Giovanni Giuffrida, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’etá evolutiva

E’ arrivato il momento che il tuo bambino inizia a tirarsi sù e a mettersi in piedi?
Ti stai chiedendo quale sia il modo migliore per aiutarlo e incentivarlo al cammino?

La prima cosa a cui si pensa è l’acquisto del girello.

C’è sempre un momento in cui ci si chiede se sia utile o no!

Se nel passato lo abbiamo usato senza farci troppe domande, oggi se ne sconsiglia l’utilizzo sia perchè sembri non favorire lo sviluppo psicomotorio di un bambino e sia perchè, se usato troppo, può comportare dei problemi come la camminata sulle punte.

Quando Irene aveva circa 9 mesi gli fu regalato, ma in realtà l’abbiamo usato pochissimo.

Ti è capitato di sentire che ai giorni d’oggi si esagera in tutto e che in realtà di girello non è mai morto nessuno?
Sicuramente è così, ma poichè credo che intanto bisogna informarsi e poi decidere sul da farsi, ho chiesto al Dott. Giovanni Giuffrida (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’etá evolutiva) di spiegarci meglio la situazione dal suo punto di vista.

Ecco cosa ci dice:

La domanda che mi pongono ancora tante mamme è –Dottore, ma il girello?-

Risposta generale e sintetica: No, il girello no!

Il girello non è né utile né funzionale al bambino che sta sperimentando per la prima volta il mondo dalla nuova prospettiva della stazione eretta, muovendo i primi passi nel mondo.

Dal punto di vista psicomotorio l’uso del girello ha molteplici conseguenze:

  • impedisce una corretta costruzione dello spazio, avendo una ‘barriera’ che lo separa fisicamente da esso
  • evita le cadute e le collisioni (che devono essere sperimentate dal bambino)
  • ritarda l’acquisizione di un buon equilibrio dinamico.

Il girello, insomma,“falsa” il rapporto tra il bambino e l’ambiente circostante.

Dà sicuramente la possibilità di afferrare e manipolare mentre si sposta in stazione eretta, ma è una funzione che si acquisirà comunque più tardi, non bisogna avere fretta.

In più sono stati riscontrati, durante la crescita, correlazioni tra cammino precoce con girello e cammino sulle punte (deambulazione toe-walking) e problemi di varia entità alla colonna.

Una volta in stazione eretta i bimbi hanno, inizialmente, due modalità di spostamento:

  1. la ‘deambulazione costiera’: il bambino aggrappandosi ai mobili, al divano, o alle ringhiere, si sposta orizzontalmente da “costa a costa”
  2. “la spinta propulsiva”: il bambino aggrappatosi a una sedia, ad esempio, la spinge in avanti sperimentando lo schema del passo, ma con un appoggio stabile.

In sintesi, risulta molto più utile per i bambini avere un ambiente che gli permetta di alzarsi e aggrapparsi per procedere da “costa a costa’, anche con brevi spostamenti nel vuoto.
Avere a disposizione dei carrellini, scooterini primi passi o semplicemente delle sedie da poter spingere in avanti, gli permetteranno di potersi muovere nello spazio in equilibrio, sperimentando quella funzione incredibile e fondamentale che è il cammino.

 

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