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Svezzamento: Quando introdurre i cibi solidi?

19-02-2021 09:29

Rosita Calvagna

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Svezzamento: Quando introdurre i cibi solidi?

Lo svezzamento è una fase importante nella vita dei bambini. Come possiamo affrontarlo in maniera consapevole?

Lo svezzamento, passaggio naturale e graduale da un’alimentazione esclusivamente lattea a una forma di alimentazione solida, è sicuramente una delle tappe più importanti sia per il bambino che per i genitori.

Come facciamo ad affrontarlo senza ansie e paure infondate?

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Il neonato, infatti, avrà la possibilità di vivere un’esperienza ricca di percezioni e sensazioni, che lo aiuteranno a intraprende i primi passi verso l’autonomia.
I genitori, dall’altro lato, sono responsabili del rapporto che i figli avranno con il cibo in futuro, in quanto da loro dipende in gran parte come vivranno questa fase della loro vita. 

E se si soffoca?

Meglio frullati, omogenizzati e liofilizzati?

Una delle cose che di solito spaventa di più i genitori o chi si occupa dell’alimentazione del bambino durante lo svezzamento è il pericolo soffocamento. Se poi si parla di autosvezzamento, o meglio alimentazione complementare a richiesta, allora i suddetti genitori, o chi per loro, molte volte sono terrorizzati.

 

Ci si butta, allora, nel mondo dei frullati, omogenizzati, pappine liquide pensando in questo modo di fare la scelta migliore per il bambino.

 

Ma lo è davvero?

 

Infine, non sempre quando i bimbi assaggiano per la prima volta omogeneizzati e pappine lo fanno con piacere, anzi il più delle volte ci ritroviamo di fronte a impenetrabili bocche serrate, per poi ritrovarlo con le mani nel nostro piatto e felice per averci rubato un fusillo o un pezzettino di pollo.

 

Cosa fare allora a questo punto?

 

Tanto per cominciare, chiunque legga le etichette dei babyfood in commercio, si accorgerà subito che gli ingredienti principali con cui sono prodotti sono esattamente identici a quelli che consumiamo noi adulti: troviamo le stesse farine con cui si fanno pane e pasta o con cui prepariamo i dolci; ma anche carne, pesce, verdure e frutta.

Ma allora qual è la differenza?

Cosa ci porta a fidarci più di un vasetto di omogenizzato di mela piuttosto che di una mela fresca grattugiata o tagliata in modo adeguato? Sarà perché pensiamo che il particolare trattamento industriale di omogenizzazione o liofilizzazione cui vengono sottoposti li rende meglio digeribili per il delicato intestino dei nostri figli?

 

LEGGI ANCHE: Il sale nella dieta dei nostri bimbi: stiamo esagerando?

Come proporre i cibi ai nostri figli?

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In effetti, una mela intera non la offrirei nemmeno io così ad un neonato e dubito tuttavia che una mamma lo farebbe. Per semplice buon senso, offrirebbe la frutta a bastoncini o grattugiata, la carne a pezzettini molto piccoli, tritata, sfilacciata; la pasta e il pane a pezzettini e i legumi, così come le verdure, schiacciati o passati. Insomma, li “trasformerebbe” in modo che arrivino in bocca del bambino come fossero già masticati; questo perché finché ai bimbi non spunteranno i molari non saranno in grado di triturare il cibo.

 

Ma questo surrogato di cibo “premasticato” è adatto per essere ben digerito e assimilato da un bambino che si sta svezzando?

 

La risposta è sì (pensate ai bambini svezzati prima che inventassero gli omogenizzati)!

 

A quell’età, intorno a sei mesi (quindi raramente a cinque, quasi mai a quattro, o addirittura a tre!), il bambino ha un apparato digerente perfettamente in grado di digerire tutti gli alimenti che assume un adulto, nella pezzatura “masticata” dell’adulto, purché, ma questo vale per grandi e piccini, preparati in modo semplice.

Infatti, un pasto a base di piatti fritti o molto elaborati sarebbe difficile da digerire anche per uno stomaco adulto!

 

Quindi no, non è necessario presentare il cibo sotto forma di creme e frullati, ma basta ridurlo in piccoli pezzi gestibili dal bambino stesso.

Quando inserire i vari alimenti nell'alimentazione dei bambini?

A partire da questa età si possono introdurre TUTTI gli alimenti, tranne funghi, mitili e miele. Sì avete capito bene, TUTTI gli alimenti: ma approfondiremo questi aspetti in un altro articolo.

 

Quando si comincia?

 

Secondo gli organi internazionali competenti, quali OMS e UNICEF, le direttive sullo svezzamento dicono che esso dovrebbe essere iniziato non prima dei sei mesi di vita. I segnali che ci indicano che il bambino è pronto per l’introduzione dei cibi solidi sono tre:

 

  1. deve essere capace di stare seduto da solo e tenere la testa dritta
  2. deve aver perso il riflesso di estrusione
  3. deve mostrare interesse per il cibo.


Questo di solito avviene appunto intorno ai sei mesi (età in cui, ricordo, è pronto anche l’apparato digerente) e se non vediamo questi segnali allora probabilmente riceveremo un deciso NO da parte del bambino.

La parola “intorno” non è messa a caso, ma ha un significato ben preciso: ogni bambino ha i propri tempi e può essere pronto a sei, ma anche a sette, otto mesi, o perché no a cinque mesi.

 

Basta saper attendere, non forzare mai e rispettare i tempi del bambino.

 

POTREBBE INTERESSARTI: Svezzamento: perché proprio a sei mesi? 

 

Lo svezzamento deve essere sempre propositivo e mai impositivo. Se abbiamo in mente queste pochi concetti allora la fase dello svezzamento sarà un’occasione per abbandonare gli “schemi” e capire come iniziare subito a proporre cibi sani, semplici da preparare, e allo stesso tempo gustosi e adatti a tutta la famiglia per vivere pasti sereni e senza conflitti!

 

 

Sei in fase di svezzamento e vuoi approfondire l'argomento?

La dott.ssa Rosita Calvagna terrà un incontro in collaborazione con l'associazione Ciciulio di Mamme il 25 Marzo alle 10.30 sulla piattaforma Zoom. 

Se vuoi prenotarti, manda un messaggio whatsapp al num.
3312432551

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