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Tutte le risposte che una mamma che allatta deve sapere

01-02-2021 10:51

Catania Family Lab

Gravidanza e post parto, Family Experiences, allattamento, gravidanza, post parto,

Tutte le risposte che una mamma che allatta deve sapere

Tutte le risposte che una mamma che allatta deve sapere

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Quali sono le domande che una mamma che allatta si ritroverà spesso a rispondere? 

 

Rosalbà, è una mamma che non è riuscita a portare avanti il suo primo allattamento, ma con la sua seconda esperienza ha tenuto duro ed è riuscita a farcela con grande determinazione. 

 

Di seguito, risponde a tutte le domande che le sono state poste e a cui ha dato risposta grazie alla sua voglia di informarsi e documentarsi: il suo unico scopo era quello di nutrire sua figlia senza interferenze esterne! 

Le domande più frequenti rivolte alle donne che allattano

Ma sei sicura di avere il latte?

TUTTE le mamme hanno latte, la natura ci ha programmate per nutrire i nostri cuccioli (tranne rarissimi casi dovuti perlopiù a patologie preesistenti al seno).

Se il bambino viene attaccato a richiesta e senza imposizione di orari, anche e soprattutto la notte, sarà lui ad aumentare la produzione, più ciuccia più la mamma produce, non si può sbagliare!

 

Ma sei sicura che solo il tuo latte gli basti?

Lo stacchi e dopo un po’ ricomincia a piangere...avrà fame...dagli un bel biberon e vedi come si sazia!

Il neonato piange per milioni di motivi, non solo per fame, tra cui la NECESSITÀ istintiva, soprattutto nelle prime settimane, di stare a contatto con la mamma. La soluzione non è il biberon, la soluzione è attaccarlo ancora, ancora e ancora...tra l’altro proprio questo voler stare sempre attaccato, tipico dei primi mesi, è proprio il modo che ha previsto la natura per incrementare la produzione della mamma e garantire per il futuro una produzione sempre adeguata alle sue necessità.

 

Ma la notte non ti dorme?

La sera dagli l’ultima poppata col latte artificiale, vedrai che farà una bella unica tirata fino al mattino e tu ti riposi!

Eh no, i neonati non sono macchinette, e lo dico a ragion veduta visto che il mio primo bimbo beveva solo latte artificiale ma di notte per i primi 2 ANNI non ne ha voluto sapere di dormire! Anzi, la seconda, allattata al seno, di notte ha sempre dormito molto più di suo fratello (prendendo comunque il seno, ma sempre in dormiveglia).

 

Che i bambini la notte abbiano un sonno agitato, interrotto, turbolento, è FISIOLOGICO per almeno i primi 3 anni, allattamento o no. Che poi ci siano anche i bambini che da sempre dormono buoni buoni tutta la notte, anche questo è vero, ma non dipende dal tipo di allattamento (si chiama solo fortuna ). Inoltre, per chi allatta al seno le poppate notturne sono importantissime, soprattutto i primi mesi, perché la notte è fisiologicamente il momento in cui il seno viene maggiormente stimolato a produrre. Se il problema è il riposo (della mamma) si può sempre scegliere diversamente...ma prima intendo, perché se si decide di averli (i figli) bisogna mettere in conto che dormire 8 ore per notte sarà per sempre un ricordo lontano (tranne i rari casi di mamme fortunate di cui sopra ).

 

Ma sei sicura di avere abbastanza latte?

Tutte le mamme hanno la giusta quantità di latte necessaria al proprio bimbo, basta lasciarlo poppare ogni qual volta lo desidera (si, anche ad ogni gemito, questo ha previsto la natura).

 

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Ma ancora allatti? Ormai il tuo latte sarà acqua!

No, i miracoli lasciamoli a chi di dovere. Il latte resta latte, sempre. E mantiene sostanze nutritive sempre adeguate, modificando le proporzioni man mano che il bimbo cresce (questo sì che sembra un miracolo, invece è semplicemente la potenza della natura).

 

LEGGI: Il mio latte non è acqua

 

Ma piange sempre, anziché attaccarlo al seno ad ogni gemito dagli il ciuccio!

Il ciuccio può essere un potente interferente, soprattutto se dato subito. Si dovrebbe evitare del tutto se si vuole essere certi di non compromettere l’allattamento, ma ancor di più nelle prime settimane, quando ancora è fragile l’equilibrio dell’allattamento.

Il ciuccio allontana le poppate (ogni volta che si da il ciuccio è una poppata in meno), per cui il neonato potrebbe non assumere nelle 24 ore tutto il latte che gli serve, con conseguenti problemi di mancato accrescimento (e a quel punto, vedendo che il bambino ha preso poco peso, con tutta probabilità il pediatra dirà che “non avete abbastanza latte” e vi dirà di introdurre l’aggiunta, mandando all’aria l’allattamento).

 

“Il ciuccio confonde il bambino piccolo perché l'apertura della bocca è molto diversa. Ne consegue che il bimbo ciuccia in punta, e alla mamma possono venire le ragadi (attacco scorretto del bambino).

 

Le tettarelle (biberon e succhiotti) possono confondere la suzione del bambino, portandolo spesso a rifiutare il seno o a poppare scorrettamente. Quando un bambino è al seno, infatti, tiene la bocca ben aperta e la lingua fuori dal bordo gengivale; compie un complesso movimento “ad onda” con la lingua e le mascelle che gli permettono di drenare efficacemente il seno. La punta del capezzolo, inoltre, arriva in fondo alla bocca del bambino alla congiunzione fra il palato duro e quello molle. Quando un bambino si attacca al seno, prende in bocca un grosso boccone di seno. Quando il capezzolo arriva in fondo alla bocca, lo stimolo che da innesca il riflesso di suzione e il bambino comincia a poppare.

Quando il bambino succhia al biberon invece, tiene la bocca molto più chiusa (specialmente con quei biberon, con punta corta e con base larga, che sono pubblicizzati per essere simili al seno materno) e la punta della tettarella gli arriva a metà della bocca. La lingua, di conseguenza, non viene estesa, ma viene tenuta dentro il bordo gengivale. Il movimento della bocca diviene un semplice “apri e chiudi” che serve al bambino per comprimere la tettarella del biberon e far fluire il latte nella sua bocca; movimento che, se replicato al seno, è completamente inefficace per estrarre il latte. Le tettarelle dei biberon, inoltre, non sono morbide come il seno della mamma, quindi il bambino si abitua ad uno stimolo molto più forte in bocca. Spesso un bambino confuso dal biberon non riuscirà a riconoscere il seno (perché non è abbastanza rigido) e non riuscirà ad attaccarsi o, se lo fa, non scatterà in lui il riflesso di suzione che gli permette di cominciare a poppare efficacemente. Molti bambini, invece, anche se riescono ad attaccarsi e a poppare, non riusciranno a farlo efficacemente.” (Dalla pagina facebook Allattamento e Maternità secondo natura).

“Quando si dà il ciuccio viene a mancare una parte fondamentale dell'allattamento, ovvero la SUZIONE NON NUTRITIVA (il bimbo si attacca e poppa lentamente non facendo uscire il latte; se questo accade, spesso si ferma e ricomincia poco dopo; erroneamente si dice che 'usa il seno come ciuccio' quando invece dovremmo ricordarci che è il ciuccio che imita il seno e NON viceversa!)

 

Il seno non è solo cibo ma coccola, vicinanza con la mamma, è un abbraccio morbido e accogliente e nessun dispositivo di gomma può eguagliarlo.” (Da un commento di Antonella Sagone, consulente IBCLC).

 

Ma è sempre attaccato, così LO VIZI e poi non si stacca più!

Ah, che ben vengano questi vizi.

È vizio quello di avere l’ESIGENZA, dopo 9 mesi in cui si è stati un tutt’uno, di mantenere quel contatto?

È vizio la necessità di sapere che la mamma c’è SEMPRE, o forse è istinto di sopravvivenza, dato che la mamma ha tutto quel che serve al neonato per sopravvivere (non solo cibo, ma anche calore, rassicurazione, protezione)?

Non si staccherà più? Eh no (ahinoi), pian piano crescono, pian piano si diradano le poppate, le richieste di stare in braccio, di coccole.

Pian piano tutti i bambini imparano a scoprire il mondo in autonomia, e, anzi, maggiore è la nostra risposta in termini di accoglimento dei loro bisogni, di coccole, di conforto, di rassicurazione della nostra presenza (si, anche attraverso il seno), più sereno e privo di timori risulterà il loro spiccare il volo verso il futuro.

 

I nostri bambini sono una pagina bianca, noi genitori abbiamo la responsabilità di guidarli nel modo migliore possibile verso gli uomini e le donne che saranno.

L’allattamento al seno è solo una delle componenti del modo di crescerli ed educarli che abbiamo la possibilità di scegliere, ma è una componente molto importante, perché regala tanto ai nostri bambini, in termini di salute e di benefici, e regala tantissimo anche a noi mamme. Sono momenti unici, irripetibili, indescrivibili.

 

A cura di Rosalba Laganà: una mamma che allatta!

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