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Lutto perinatale: "Il dolore capita, la sofferenza si sceglie"

15-10-2020 07:42

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Family News, Ciciulio di mamme,

Lutto perinatale: "Il dolore capita, la sofferenza si sceglie"

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Il mondo se ne ricorda ogni 15 ottobre, data che dal 2006 è legata al Babyloss Awareness Day, la giornata della consapevolezza sul lutto in gravidanza e dopo la nascita. Ma le famiglie che hanno vissuto un lutto di questo tipo sono famiglie segnate per sempre. Ne parliamo oggi attraverso le parole di Morgan Caldarera, lettrice e amica di Catania Family Lab, che ha deciso in questo suo testo di raccontarci la sua storia, la storia della sua bimba, della sua famiglia. Una storia di dolore, ma anche di condivisione, crescita e rinascita. Storie per le quali non si è mai pronti e per le quali una comunità consapevole ed empatica è la sola risposta per poterle superare, per poter reagire.



di Morgan Caldarera



Quando alla trentanovesima settimana di una gravidanza splendida mi sono sentita dire, al pronto soccorso, che la bambina che tanto aspettavo non si muoveva più perché era morta, ho visto tutte le mie certezze crollare sotto il peso dell'incredulità e dello sgomento.



Purtroppo intorno al lutto perinatale esiste un enorme tabù, dato probabilmente dal fatto che pensare a un bambino che muore all'improvviso nel grembo materno o durante il parto o poco tempo dopo, è una cosa troppo grande, impegnativa da capire se non la si vive sulla propria pelle.



Per esperienza personale posso dire che, dopo aver ricevuto la diagnosi infausta, è fondamentale che si crei intorno alla famiglia una comunità solidale ed empatica, a partire da tutto lo staff ospedaliero che, da lì in poi, assisterà la mamma in questo difficile percorso di elaborazione.



Io, nell’enorme tragedia che mi ha colpita, ritengo di essere stata molto fortunata perché ho trovato comprensione, sostegno e assistenza medica e psicologica adeguate al caso. Dopo la diagnosi mi è stata spiegata la prassi con parole chiare e semplici, mi è stato lasciato del tempo per pensare, fare delle telefonate, farmi raggiungere da chiunque desiderassi accanto a me in quel momento. Mi hanno assegnato una camera confortevole, nel reparto di maternità, ma lontana da altre partorienti e dal pianto dei neonati. C’è stata cura, attenzione e delicatezza, dal mio arrivo al pronto soccorso sino alle dimissioni.



Durante le ore di travaglio, precedenti alla nascita di mia figlia, ho iniziato a cercare su internet informazioni su ciò che mi stava succedendo e ho scoperto che siamo in tantissime, che se ne parla troppo poco e che esiste un’associazione, CiaoLapo, che lotta affinché le famiglie colpite da lutto perinatale vengano trattate come meritano.



Riconoscere la perdita del proprio bambino davanti a una società che, troppo spesso, conforta i genitori con frasi di circostanza (“ne farete un altro”, “tanto ne avete già uno”, “meglio ora che dopo”), è fondamentale, perché attraverso il riconoscimento ufficiale avviene l’identificazione col proprio bambino, la costruzione di ricordi e l’elaborazione del lutto.



Grazie alla consapevolezza divulgata da CiaoLapo, attraverso articoli scientifici, riflessioni generali, congressi informativi, corsi di formazione aperti a personale ospedaliero e non solo, ho avuto la fortuna di incontrare le persone giuste per iniziare questo tortuoso percorso di elaborazione del lutto. In particolar modo un’ostetrica, preparata ad affrontare il nostro dolore, si è messa nel nostro cammino e ci ha resi consapevoli di ciò che potevamo fare per e con nostra figlia.



Una volta dimessa dall’ospedale mi sono sentita vuota, sola e sperduta. Ho cercato conforto nella fondatrice di CiaoLapo e lei mi ha inviato delle letture interessanti, che mi hanno aiutata a capire che bisognava lavorare duro per uscire dal baratro ma che era possibile farlo e che non ero sola.



Ho trovato un aiuto concreto nella condivisione della mia esperienza nei forum attivi sul sito di CiaoLapo e sugli altri social; ho conosciuto tantissime mamme con le quali mi sono confrontata e confortata; ho partecipato alla giornata del Babyloss (giornata della consapevolezza sul lutto in gravidanza e dopo la nascita), il 15 ottobre scorso, accendendo una candela in memoria di mia figlia.


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