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Mio figlio balbetta: che faccio?

01-08-2018 12:17

Laura Fonte

I professionisti, Logopedista,

Mio figlio balbetta: che faccio?

ggi desidero riflettere insieme a voi sul problema della balbuzie.   Alcuni genitori mi chiedono quando bisogna cominciare a preoccuparsi,  quando sia

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ggi desidero riflettere insieme a voi sul problema della balbuzie.

 

 

 

Alcuni genitori mi chiedono quando bisogna cominciare a preoccuparsi,  quando sia il momento giusto per pensare alla terapia logopedica e se la difficoltà del bambino possa essere legata ad un trauma.

 

 

 

Desidero fare una premessa: la disfluenza (balbuzie) è un disturbo multifattoriale cioè insorge a causa della compresenza di tanti elementi che si assommano tra loro come fattori genetici, familiarità, predisposizione personale e tanto altro.

 

 

 

Non cercate il “trauma” che ha turbato il bambino perché nella maggioranza dei casi è una pura coincidenza temporale quando il disturbo si presenta dopo un evento emotivamente importante.

 

 

 

E’ certamente vero, però, che l’ansia e lo stress peggiorano moltissimo i sintomi e che, talvolta, i bambini possono usare la loro difficoltà per ottenere meno rimproveri o più vantaggi.

 

 

 

Un’altra premessa importante è che nello sviluppo fisiologico del linguaggio possa accadere ad alcuni bambini che nella fase in cui il cervello ha raggiunto una certa velocità del pensiero la capacità articolatoria dell’apparato fonatorio non riesca ad essere rapida in modo adeguato e quindi il bambino inciampi sulle paroline più lunghe o nuove.

 

 

 

Se il bambino, dunque, verso i tre anni inizia a mostrare questo problema non allarmiamoci perché potrebbe essere semplicemente una fase passeggera.

 

 

 

Aspettiamo qualche mese e se il disturbo persiste rivolgiamoci ad un logopedista.

 

 

 

Attenzione, se in famiglia ci sono casi anche lontani (cugini, zii…) di persone che abbiano avuto problemi di linguaggio è importante che il bambino venga visto subito da un logopedista e monitorato nel tempo.

 

 

 

Quando i bambini sono così piccoli si tende a non fare un intervento diretto sul piccino, ma si preferisce intraprendere un parent training che possa aiutare i genitori a diventare il modello verbale più adatto.

 

 

 

Vietato dire al bambino "Non balbettare!" o "Parla bene!" o peggio ancora "Smettila di fare così!".

 

 

 

Il miglior modo per evitare che il disturbo diventi permanente è evitare che sia sottolineato sia a in famiglia che a scuola.

 

 

 

Vi segnalo delle buone norme da mettere in pratica, in ogni caso:

 

 

 

  • Diamo al bambino il tempo di dire quello che vuole senza anticiparlo e senza fargli fretta
  • Non distogliamo lo sguardo da lui quando inciampa, continuiamo a guardarlo come se non stesse accadendo nulla
  • Respiriamo, i piccoli balbettano anche perché sono in apnea e la muscolatura fonatoria si è irrigidita, respirando in maniera sonora faremo in modo che i loro neuroni specchio si attivino e ci imitino, loro prenderanno fiato a loro volta e allenteranno anche la tensione
  • Dedichiamo ai piccoli del tempo esclusivo per loro, senza la distrazione delle cose da fare, del messaggio di whatsapp o del post di fb.
  • Rallentiamo, la velocità è la loro nemica, se riusciremo noi genitori a parlare e a fare le cose con maggiore lentezza anche i nostri bambini potranno dare il tempo alla loro bocca di armonizzarsi con il loro pensiero.
     

L’argomento è molto vasto e complesso per questo vi invito a rivolgervi sempre ad un professionista prima di prendere una decisione sul da farsi, sarà il logopedista a guidarvi sulla opportunità di un intervento diretto sul vostro bambino. Resto a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

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